
Sono viva per miracolo
Marina, una donna di mezza età, vive da sola in una monocamera arredata. Nella abitazione c’era anche un gatto che scopriremo essere morto da pochi giorni, e le fanno compagnia un uccellino in gabbia e un assistente vocale che Marina chiama Lello e che illumina i led quando deve agire. Il rapporto con Lello sembra scoprirsi intimo, con meccanismi di complicità e conoscenza maggiore del previsto da parte di entrambi, tanto da fare intuire una intesa in cui tutte le esigenze della donna vengono soddisfatte dall’amato oggetto parlante. Un monologo surreale e grottesco che racconta la solitudine con delicatezza e poesia.
























