
Mattia di Nunzio Quartet
Un quartetto di giovani talenti, guidati dal sassofonista Mattia Di Nunzio, che reinterpreta la tradizione jazz con energia, sensibilità e improvvisazione.

Un quartetto di giovani talenti, guidati dal sassofonista Mattia Di Nunzio, che reinterpreta la tradizione jazz con energia, sensibilità e improvvisazione.

Marina, una donna di mezza età, vive da sola in una monocamera arredata. Nella abitazione c’era anche un gatto che scopriremo essere morto da pochi giorni, e le fanno compagnia un uccellino in gabbia e un assistente vocale che Marina chiama Lello e che illumina i led quando deve agire. Il rapporto con Lello sembra scoprirsi intimo, con meccanismi di complicità e conoscenza maggiore del previsto da parte di entrambi, tanto da fare intuire una intesa in cui tutte le esigenze della donna vengono soddisfatte dall’amato oggetto parlante. Un monologo surreale e grottesco che racconta la solitudine con delicatezza e poesia.

Il duo Desiato-Leva attua una personalissima ricerca estetica nella quale il materiale musicale di partenza diviene territorio di un continuo dialogar improvvisando. In questo progetto esplora il repertorio del compianto trombettista e compositore Kenny Wheeler, in un omaggio nel quale i temi del raffinato musicista canadese vengono vestiti di una nuova luce, tra colori impressionistici, intrecci polifonici, avanguardie novecentesche, armonie tardo-romantiche, ma anche fraseggi hard-bop, poliritmie afro-americane, richiami al chorinho brasiliano, e molto altro.

Una “orazione civile” che racconta agli eventi che portarono al disastro del Vajont, narrati dall’inizio della costruzione dell’omonima diga nel 1956, alla frana del 9 ottobre 1963 che costò la vita a quasi duemila persone. Uno dei testi di “teatro civile” più celebri grazie al quale Paolini arriva al grande pubblico e vince nel 1995 uno speciale Premio Ubu per il teatro politico e l’anno successivo il Premio Idi per la migliore novità italiana.