Stagione 2025/2026

L’avaro

L’Avaro di Molière è una commedia famosissima, tra le più note e rappresentate al Mondo. Racconta la storia di Arpagone, un uomo ricco e avaro che è più ossessionato dal denaro che dai suoi figli; non racconta solo l’avidità di un uomo, ma la costruzione di un mondo fondato sull’assenza d’amore, sulla paura, sull’istinto di conservazione. Un testo senza tempo e al tempo stesso attualissimo.

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Bellissima Ossessione

Provate a immaginare alcune delle scene più iconiche del cinema mondiale senza commento sonoro. Provate a pensare anche solo per un istante a uno qualsiasi dei film di Fellini senza le musiche di Nino Rota, a quelli di Spielberg senza i temi di John Williams e a cosa sarebbero le pellicole di Peppuccio Tornatore o di Sergio Leone private delle note di Ennio Morricone. Delle anatre zoppe, dei film che stentano anche solo a raccontare una storia, perché la musica, all’interno della stragrande maggioranza dei film, non è un riempitivo tra un dialogo e l’altro ma è un “attore” al pari dei protagonisti. E in questo spettacolo si proverà a raccontarlo e a farlo “vedere”.

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Amata città

Un atto d’amore verso Napoli raccontata da cinque narratori differenti, storie originali, voci leggere e poetiche, spettatori muti della complessità e della bellezza della città più struggente del mondo.

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Io, Don Chisciotte

Don Chisciotte de la Mancia è una figura archetipica che abita i nostri immaginari sotto diverse spoglie e nomi. È uno spiantato che insegue una improbabile gloria, ma anche un altruista visionario. È un eroe comico, ma anche un tenero fallito. C’è un po’ di Don Chisciotte in Chaplin, così come in Totò, in Madre Teresa così come in ogni utopista. La diagnosi di follia è presto fatta, semplice e scontata. La tesi è che Don Chisciotte non sia pazzo, ma abbia agito in buona fede, abbia voluto semplicemente dare l’esempio, un cristico esempio, in nome di ideali superiori. Nel nome della fratellanza universale. Ne è uscito fuori un personaggio che è la maschera di un uomo comune. Una maschera di semplicità, rettitudine e paura. Paura della morte, da cui tutti noi fuggiamo, e che ci rende, chi più chi meno, tutti dei piccoli Don Chisciotte, dei piccoli folli visionari che credono di combattere immani battaglie per la gloria, ma saranno un giorno costretti a rendersi conto di aver combattuto solo per scappare, per chiudere gli occhi di fronte a quell’ospite inquietante che ci cammina al fianco nel nostro tempo.

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Nexus Project

Quartetto formato da giovani musicisti napoletani accomunati dalla passione per la musica Jazz e la voglia di ricercare un linguaggio moderno e innovativo che sappia coniugare le proprie radici d’origine con la tradizione jazzistica passata e contemporanea. La complicità che si è creata dopo aver suonato per un mese intero standards in un club in Medio Oriente ha fatto sì che il gruppo proseguisse la propria collaborazione approfondendo e sviluppando idee e brani originali.

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Mio sole

Sul far dell’alba, tra sogno e veglia, una donna sola in una stanza, intesse un dialogo con un piccolo uccellino di pezza chiuso in una gabbia ed una bambola che ritrae l’amata scrittrice Anna Maria Ortese: pensieri, riflessioni e associazioni inattese si sprigionano alzando la temperatura emotiva ed onirica del luogo stesso e della donna che vi dimora. Questo monologo nasce da un’appassionata lettura delle opere della più inclassificabile delle scrittrici italiane. Un tentativo di drammatizzare le sue parole e restituirne il senso etico e poetico.

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L’inaudito silenzio

Nel 1947 Thomas Mann pubblica Doktor Faustus. La cultura tedesca è dominata dal mito medioevale di Faust, l’uomo che per anelito verso la conoscenza, stabilisce un patto col diavolo. Mann riprende il mito per stabilire uno stretto rapporto con il suo protagonista: Adrian Leverkühn, compositore tedesco che proprio come Faust sottoscrive un patto col diavolo per raggiungere le vette di una creatività musicale assoluta. Ma nel racconto Adrian è ancora un giovane studente ventenne di musica, agli albori della sua formazione che segue il suo maestro di quel tempo, Wendell Kretzschmar, personaggio singolare ma dottissimo che lo introduce a Beethoven attraverso l’esperienza entusiasmante della ultima sonata n.32 in do minore op.111.

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Missara & Fedele

Un pugno di canzoni inedite firmate da Fabrizio Fedele con la voce di MisSara, ripropongono in chiave quasi unplugged tutta la loro produzione in una versione elegante e, malgrado solo con quattro elementi, con arrangiamenti ricchi di sfumature.

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L’anniversario Reloaded

Con una grande dose di ironia quest’opera, tenta di mettere in ridicolo una certa mentalità maschile nei confronti delle donne e sul concetto d’amore, che, figlia di una cattiva cultura di massa e le cui radici ben piantate nel nostro modo di pensare e agire sono difficili da estirpare, può sfociare in alcuni casi in derive patologiche, pericolose e violente. Ma è anche un tentativo di affrontare con leggerezza un tema forte della società contemporanea, senza mettere da parte la profondità dei sentimenti.

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Costellazioni

Un uomo, una donna e l’universo a fare da cornice. Sono questi gli elementi della pièce del drammaturgo inglese Nick Payne. Una teoria della fisica quantistica sostiene che esiste un numero infinito di universi: tutto quello che può accadere, accade da qualche altra parte e per ogni scelta che si prende, ci sono mille altri mondi in cui si è scelto in un modo differente. Nick Payne prende questa teoria e la applica a un rapporto di coppia. Assolutamente divertente, ma disperatamente triste: è proprio il suo dinamismo intellettuale ed emotivo a rendere lo spettacolo unico e travolgente, un vero e proprio “classico contemporaneo”.

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Mare di ruggine

Mare di ruggine è un viaggio tra memoria collettiva e identità operaia, tra lotte sindacali, deindustrializzazione e ferite sociali lasciate dal tempo.  Mare di ruggine dà voce a una generazione che ha creduto nella fabbrica come promessa di riscatto e si rivolge alle nuove generazioni, affinché’ possano immaginare un futuro diverso, libero dai mostri del passato. Il testo riflette sul valore del lavoro, sulla perdita di identità industriale e sulla necessità di ricostruire un senso comune. Un atto d’amore verso le radici sociali del nostro Paese, tra utopia e disincanto.

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Freedom Jazz Trio

Il Freedom Jazz Trio ha incontrato, in un progetto inedito ed originale, su disco da due anni, due grandi protagonisti della musica jazz: il trombettista Fabrizio Bosso e il sassofonista argentino Javier Girotto. Di origini tutte campane, il trio è formato da Lello Petrarca al pianoforte, Emiliano De Luca al contrabbasso e Claudio Borrelli alla batteria, ed è attivo già da anni, avendo partecipato a moltissime rassegne jazz internazionali, tra cui Sannio Jazz Festival, Jazz Flirt a Formia e Teano Jazz. Presentano la loro prima fatica discografica che vede appunto la partecipazione, anche in sede compositiva, dei due prestigiosi solisti.

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“Ad A.”

Ada ha 40 anni e tanta voglia di vivere, talmente tanta che riesce a vivere anche dieci vite in una sola giornata. Perlustra lo spazio per scoprire nuove forme di vita intelligente, si fidanza con politici dalla dubbia moralità, ma è nella vasca da bagno che avvengono le migliori battaglie a suon di spazzolone e padella contro i rapitori Troiani. Ada ha 40 anni e l’Alzheimer giovanile. Pietro è l’infermiere che la rincorre, la sgrida, la sfama, subisce le sue angherie e se ne prende cura, insieme a Max, chimico farmaceutico dedito alla marijuana e alle droghe psichedeliche. Tra le pareti bianche della camera di Ada vivono la loro vita, cercando di tenere fuori le urla spaventose degli altri pazienti e le terribili punizioni del Direttore Severissimo. Attraverso dialoghi sporchi, corpi sgraziati, rapide virate tra verità e fantasia, la storia si costruisce a ridosso di conversazioni dal ritmo serrato e momenti di intensa riflessione, risate dal gusto amaro, temi sociali e poesia.

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Sara Rotella Quartet

Il quartetto guidato dalla voce di Sara Rotella riunisce chitarra, contrabbasso e batteria in un percorso di ricerca attorno al linguaggio del jazz. Il repertorio prende spunto dalla tradizione ma si apre a riletture e percorsi personali, trasformando ogni brano in un dialogo vivo tra gli strumenti. L’improvvisazione è al centro del progetto: non come esercizio di stile, ma come modo di dare forma a un concerto che non si ripete mai uguale a sé stesso. La musica resta essenziale e diretta, alternando intensità e spazi di respiro, sempre nel dialogo tra i musicisti.

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Il Cuore Inverso

Su oltre 50.000 staffette partigiane, donne che in bicicletta hanno avuto ruolo da protagoniste durante la resistenza al nazifascismo, solo 37 sono state riconosciute con medaglie al valore. Questo monologo nasce con l’intento di dare luce ad una di loro, di famiglia napoletana, che si è trovata da adolescente a Ferrara per motivi famigliari. La storia della Resistenza è una delle occasioni che attraverso l’arte riafferma il concetto di una energia femminile contro le ingiustizie, la barbarie e la discriminazione in tutte le sue forme. Quella bicicletta è l’allegoria di un fulmine bianco di pace e solidarietà che ci rende umani ad oltranza. Libertà come un “lungo silenzio acceso, dopo un lunghissimo bacio”, come ha detto Alda Merini. Lo spettacolo è dedicato alla memoria di Iole Mancini, ultima staffetta partigiana deceduta il 2 dicembre 2024 all’età di 104 anni.

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Sono viva per miracolo

Marina, una donna di mezza età, vive da sola in una monocamera arredata. Nella abitazione c’era anche un gatto che scopriremo essere morto da pochi giorni, e le fanno compagnia un uccellino in gabbia e un assistente vocale che Marina chiama Lello e che illumina i led quando deve agire. Il rapporto con Lello sembra scoprirsi intimo, con meccanismi di complicità e conoscenza maggiore del previsto da parte di entrambi, tanto da fare intuire una intesa in cui tutte le esigenze della donna vengono soddisfatte dall’amato oggetto parlante. Un monologo surreale e grottesco che racconta la solitudine con delicatezza e poesia.

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Caos Melancolico

Il duo Desiato-Leva attua una personalissima ricerca estetica nella quale il materiale musicale di partenza diviene territorio di un continuo dialogar improvvisando. In questo progetto esplora il repertorio del compianto trombettista e compositore Kenny Wheeler, in un omaggio nel quale i temi del raffinato musicista canadese vengono vestiti di una nuova luce, tra colori impressionistici, intrecci polifonici, avanguardie novecentesche, armonie tardo-romantiche, ma anche fraseggi hard-bop, poliritmie afro-americane, richiami al chorinho brasiliano, e molto altro.

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Vajont 9 ottobre ’63

Una “orazione civile” che racconta agli eventi che portarono al disastro del Vajont, narrati dall’inizio della costruzione dell’omonima diga nel 1956, alla frana del 9 ottobre 1963 che costò la vita a quasi duemila persone. Uno dei testi di “teatro civile” più celebri grazie al quale Paolini arriva al grande pubblico e vince nel 1995 uno speciale Premio Ubu per il teatro politico e l’anno successivo il Premio Idi per la migliore novità italiana.

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