Wunderkammer

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L’avaro

L’Avaro di Molière è una commedia famosissima, tra le più note e rappresentate al Mondo. Racconta la storia di Arpagone, un uomo ricco e avaro che è più ossessionato dal denaro che dai suoi figli; non racconta solo l’avidità di un uomo, ma la costruzione di un mondo fondato sull’assenza d’amore, sulla paura, sull’istinto di conservazione. Un testo senza tempo e al tempo stesso attualissimo.

Bellissima Ossessione

Provate a immaginare alcune delle scene più iconiche del cinema mondiale senza commento sonoro. Provate a pensare anche solo per un istante a uno qualsiasi dei film di Fellini senza le musiche di Nino Rota, a quelli di Spielberg senza i temi di John Williams e a cosa sarebbero le pellicole di Peppuccio Tornatore o di Sergio Leone private delle note di Ennio Morricone. Delle anatre zoppe, dei film che stentano anche solo a raccontare una storia, perché la musica, all’interno della stragrande maggioranza dei film, non è un riempitivo tra un dialogo e l’altro ma è un “attore” al pari dei protagonisti. E in questo spettacolo si proverà a raccontarlo e a farlo “vedere”.

Amata città

Un atto d’amore verso Napoli raccontata da cinque narratori differenti, storie originali, voci leggere e poetiche, spettatori muti della complessità e della bellezza della città più struggente del mondo.

Io, Don Chisciotte

Don Chisciotte de la Mancia è una figura archetipica che abita i nostri immaginari sotto diverse spoglie e nomi. È uno spiantato che insegue una improbabile gloria, ma anche un altruista visionario. È un eroe comico, ma anche un tenero fallito. C’è un po’ di Don Chisciotte in Chaplin, così come in Totò, in Madre Teresa così come in ogni utopista. La diagnosi di follia è presto fatta, semplice e scontata. La tesi è che Don Chisciotte non sia pazzo, ma abbia agito in buona fede, abbia voluto semplicemente dare l’esempio, un cristico esempio, in nome di ideali superiori. Nel nome della fratellanza universale. Ne è uscito fuori un personaggio che è la maschera di un uomo comune. Una maschera di semplicità, rettitudine e paura. Paura della morte, da cui tutti noi fuggiamo, e che ci rende, chi più chi meno, tutti dei piccoli Don Chisciotte, dei piccoli folli visionari che credono di combattere immani battaglie per la gloria, ma saranno un giorno costretti a rendersi conto di aver combattuto solo per scappare, per chiudere gli occhi di fronte a quell’ospite inquietante che ci cammina al fianco nel nostro tempo.

Nexus Project

Quartetto formato da giovani musicisti napoletani accomunati dalla passione per la musica Jazz e la voglia di ricercare un linguaggio moderno e innovativo che sappia coniugare le proprie radici d’origine con la tradizione jazzistica passata e contemporanea. La complicità che si è creata dopo aver suonato per un mese intero standards in un club in Medio Oriente ha fatto sì che il gruppo proseguisse la propria collaborazione approfondendo e sviluppando idee e brani originali.

Mio sole

Sul far dell’alba, tra sogno e veglia, una donna sola in una stanza, intesse un dialogo con un piccolo uccellino di pezza chiuso in una gabbia ed una bambola che ritrae l’amata scrittrice Anna Maria Ortese: pensieri, riflessioni e associazioni inattese si sprigionano alzando la temperatura emotiva ed onirica del luogo stesso e della donna che vi dimora. Questo monologo nasce da un’appassionata lettura delle opere della più inclassificabile delle scrittrici italiane. Un tentativo di drammatizzare le sue parole e restituirne il senso etico e poetico.

L’inaudito silenzio

Nel 1947 Thomas Mann pubblica Doktor Faustus. La cultura tedesca è dominata dal mito medioevale di Faust, l’uomo che per anelito verso la conoscenza, stabilisce un patto col diavolo. Mann riprende il mito per stabilire uno stretto rapporto con il suo protagonista: Adrian Leverkühn, compositore tedesco che proprio come Faust sottoscrive un patto col diavolo per raggiungere le vette di una creatività musicale assoluta. Ma nel racconto Adrian è ancora un giovane studente ventenne di musica, agli albori della sua formazione che segue il suo maestro di quel tempo, Wendell Kretzschmar, personaggio singolare ma dottissimo che lo introduce a Beethoven attraverso l’esperienza entusiasmante della ultima sonata n.32 in do minore op.111.

Missara & Fedele

Un pugno di canzoni inedite firmate da Fabrizio Fedele con la voce di MisSara, ripropongono in chiave quasi unplugged tutta la loro produzione in una versione elegante e, malgrado solo con quattro elementi, con arrangiamenti ricchi di sfumature.

L’anniversario Reloaded

Con una grande dose di ironia quest’opera, tenta di mettere in ridicolo una certa mentalità maschile nei confronti delle donne e sul concetto d’amore, che, figlia di una cattiva cultura di massa e le cui radici ben piantate nel nostro modo di pensare e agire sono difficili da estirpare, può sfociare in alcuni casi in derive patologiche, pericolose e violente. Ma è anche un tentativo di affrontare con leggerezza un tema forte della società contemporanea, senza mettere da parte la profondità dei sentimenti.

Costellazioni

Un uomo, una donna e l’universo a fare da cornice. Sono questi gli elementi della pièce del drammaturgo inglese Nick Payne. Una teoria della fisica quantistica sostiene che esiste un numero infinito di universi: tutto quello che può accadere, accade da qualche altra parte e per ogni scelta che si prende, ci sono mille altri mondi in cui si è scelto in un modo differente. Nick Payne prende questa teoria e la applica a un rapporto di coppia. Assolutamente divertente, ma disperatamente triste: è proprio il suo dinamismo intellettuale ed emotivo a rendere lo spettacolo unico e travolgente, un vero e proprio “classico contemporaneo”.